giovedì 21 febbraio 2008

Spazi aperti

Erano mesi che lo desideravo e finalmente ho potuto trovare soddisfazione. Oggi pomeriggio ho passato un'ora al parco, ero da sola (ma guarda un po'..) quindi è stato più bello. Mi sono seduta ad una panchina, c'erano dei bambini che giocavano, un paio di coppiette che amoreggiavano e qualche vecchietto. In realtà non sarei dovuta andare al parco, passavo di là per andare a studiare ma ho deciso di fermarmi, in questi ultimi tempi sto correndo troppo. Lo so che per alcuni questo ritmo è normale routine, ma io faccio fatica a starci dietro anche perchè per certe cose ho bisogno di tempo.

Adesso che ci penso è troppo che non mi fermo a pensare, ci sono state delle decisioni che andavano prese subito, delle cose che andavano fatte... mi sembra di essere stata messa in centrifuga. Forse ero troppo abituata a passare lunghi momenti di riflessione e adesso che sto diventando una persona normale non riesco più ad averne. Da questo punto di vista vorrei regredire, sì, in fondo sono rimasta la stessa, il mio carattere è sempre quello, alcune idee sono cambiate e mi hanno reso più libera, ma quello che sono ora è più allo scoperto e la cosa a volte non mi piace, vorrei ritornare nella mia tana di sempre per avere un attimo di tregua. Ma tregua da cosa? Direi tregua dalla vita, io ho sempre desiderato rimanere in uno stato di tregua dalla vita, perchè vivere vuol dire stare con gli altri e stare con gli altri vuol dire lasciar scoperta una parte di te perchè loro possano vedere, ma vedere cosa? Cosa voglio far vedere agli altri di me? Non è una risposta semplice da dare, alcuni mi direbbero che devo far vedere semplicemente quello che sono, niente di più e niente di meno. Già ma chi sono? Qui potrei riportare tutto quello che diceva Pirandello, ma fate prima a leggervi il libro (Uno, nessuno, centomila).

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