lunedì 24 dicembre 2007

Passaggi

Da bambini penso che tutti abbiamo desiderato una stanza dalle pareti colorate, io faccio parte di quei tutti, ma anche di quella parte dei tutti che non l'hanno mai avuta. Sarà che nella mia famiglia tutto viene fatto a rallentatore, ma quest'estate è successo che le pareti della mia camera si sono finalmente colorate. Sì, proprio ora che me ne andrò da questa casa, le pareti della mia camera non sono più bianche. Così ora sono qui, nella cameretta che ho sempre condiviso con mia sorella e non riesco a riconoscerla. Ma non sono solo le pareti di un colore diverso da quello della mia infanzia... io non vivo più in questa camera e mia sorella non dorme più con me, è un periodo passato, che si ricorda con nostalgia ma come se fosse tutto rimasto fossilizzato negli oggetti che continuano a rimanere intorno a me. La prossima volta che mi allontanerò da questa casa porterò via qualcosa che mi ricordi le giornate passate da bambina.
Oggi è la vigilia di Natale, sarà questo che mi mette tristezza, le mie credenze ora sono diverse, ma questa notte reciterò la tradizione, dirò buon natale e per un momento mi sembrà di essere ancora quella che una volta stringeva a sè un pupazzo di peluche a forma di cane e sorrideva prima di addormentarsi pensando a quanto bello era il natale.

sabato 15 dicembre 2007

Giornata produttiva

Ok, è il terzo post della giornata, si capisce che non riesco a concentrarmi sullo studio? Pensavo all'amore, concedetemi una piccola elucubrazione frutto però di svariate settimane.

Usiamo l'immagine di un vaso di coccio. Ci sono varie fasi.
All'inizio il vaso non esiste, c'è solo argilla da una parte e acqua dall'altra, le due persone costruiscono insieme il vaso, lo fanno a loro piacere, di fattezze che non saranno mai uguali a quelle di qualsiasi altro vaso al mondo. Tante volte il vaso cade, ma non si rompe. A volte oscilla pericolosamente, ma non cade. Continuando ad oscillare alla fine cade e si rompe, anche se ricomponi i pezzi non sarà mai lo stesso vaso e continuerà a portare quelle cicatrici, sembrerà sempre meno bello di prima, si sentirà un sentimento diverso verso quel vaso, rimarrà per sempre un brutto vaso.

Il mio vaso si è rotto davvero, tutti cerchiamo di vedere se si possono ricomporre i pezzi, ma non sono sicura di volere per sempre un brutto vaso tra le mani.
La verità è che non so ancora cosa succede quando si rompono vasi di questo tipo...

Quando decidi non puoi

Ti viene una magnifica idea, magnifica poichè estremamente semplice ma efficace.
Ci pensi tutta notte, è proprio una bella idea, domani mattina la metti in pratica così la finisci con questa storia che ti disturba quotidianamente.
Peccato che non avevi considerato tutte le variabili per il successo della missione, tempo sprecato a pensare ad una cosa pure tanto semplice e poi non se ne fa niente, tanto coraggio accumulato e poi sprecato nel vuoto.
Non vi dico qual era l'idea, altrimenti avreste le prove che non sto bene perchè una persona normale non avrebbe dovuto pensare così tanto per fare una cosa così semplice e adesso non si starebbe facendo da sola tutti questi discorsi.

Ai cieli intorno a Malpensa...

Ho trovato un sito che tratta di un argomento che mi ha sempre affascinato per ovvi motivi personali. Pensavo che fosse una specie di parodia delle seria ricerca scientifica, invece l'argomento è trattato in modo esemplare.
Ah, l'argomento sono le scie lasciate dagli aerei nel cielo ovvero del fenomeno che loro chiamano chemtrails. In particolare, fanno notare come queste scie non abbiano niente a che fare con le scie di condensazione che si suppone rilascino normalmente gli aerei secondo le conosciute leggi fisiche.
Insomma se vi va fatevi un giro, secondo me ne vale la pena.

http://www.sciechimiche.org/scie_chimiche/index.php?option=com_frontpage&Itemid=1



giovedì 13 dicembre 2007

Niente di peggio

Niente di peggio della consapevolezza di venire ignorati, dell'esplicito messaggio "ti vedo ma non ti saluto", poi puoi interpretare le cose in mille modi (o con mille idee assurde), ma a volte hai proprio la certezza di venire ignorata, quando invece se ti porgessero la mano saresti felice di fare cose bellissime per quelle persone che sembrano ignorarti.
Per fortuna ci sono sempre delle persone amiche di cui possiamo circondarci quando altre ci fanno star male. Basta colpevolizzarsi, sono stanca, non può essere sempre e solo colpa mia.
Sono così, ok?
Rimango sola, ok, ma rimango io anche se non vi piaccio, anche se penso che stare soli è una cosa insopportabile. Non è tanto la momentanea condizione di trovarsi soli, con se stessi e con le proprie responsabilità, quanto il fatto di sentirsi sempre in una condizione di compagnia precaria, consapevoli del fatto che comunque sono sempre e solo affari tuoi.