venerdì 29 febbraio 2008

Si fanno scelte importanti che cambiano d'improvviso la prospettiva con cui guardavi la vita.
Quello che è strano è vedere che il mondo non cambia di un millimetro, il mondo non si è nemmeno accorto di quello che ti è capitato, continua la sua vita normale.
Eppure questa normalità è l'unica cosa che ti permette di sentire di nuovo la quiete e di non fermarti a versare lacrime.

Nuove donne

Ero a zonzo su Repubblica e ho trovato questo articolo interessante. In questa società "occidentale" in cui le donne ancora non sono mai riconosciute per quello che valgono, ma per il grado di fastidio che creano ad una società ancora imperniata sul modello patriarcale, ci sono degli spiragli veri di luce da zone del mondo che non abbiamo ancora imparato a tenere bene in considerazione.

Avanti sesso forte (femminile), non ti demoralizzare anche se qui vogliono toglierti la 194, se smettessi di lottare ogni giorno (perchè hai ottenuto la vera parità) potresti correre il rischio di comportarti egocentricamente come il sesso debole (maschile).

Buona lotta a tutte...

ps. Lo so sesso debole che non tutto dipende da voi, ma che possiamo tirare in ballo la cultura in cui siete inseriti, l'educazione che avete ricevuto... Però tante cose dipendono lo stesso dalla vostra volontà...

giovedì 28 febbraio 2008

Ludovico Einaudi

Sto ascoltando Einaudi, vorrei scrivere qualcosa che mi faccia bene ma al momento non mi riesce, la terapia del blog non funziona sempre per tutte le cose che abbiamo dentro...

Buonanotte a tutti.

mercoledì 27 febbraio 2008

Come va?

Fare tante cose dà l'impressione di sentirsi bene a volte. Non so esattamente come descrivere il mio stato interiore... al momento direi che vorrei tornare a domenica pomeriggio e ai bei pensieri che mi giravano per la testa. Sono passati tre giorni da domenica e sembra quasi che siano volati, della pace che sentivo non è rimasto niente, al momento c'è solo tanta inquietudine.

Oggi pensavo alla tipica domanda:"come va?". Non so come funziona per gli altri, ma a me parte sempre un'unica risposta in automatico: "bene, grazie (+ sorriso)". A volte ho provato ad essere più sincera e a rispondere con un "così così" oppure un "abbastanza bene", ma non è andata molto bene, in genere quando rispondi così la persona che ti ha fatto la domanda quasi ci rimane male e si chiede perchè vuoi proprio fare la splendida e non puoi dire un semplice e convenzionale "bene, grazie". Insomma essere sinceri o no?

Bisognerebbe capire a cosa mira la domanda... Alcuni la usano allo stesso modo di un "ciao", altri solo per gentilezza, ma quanti pongono la domanda e desiderano avere una risposta vera? Penso ben pochi...
Anche quando me lo chiede una persona amica non so mai come rispondere, dato che è mia amica e le voglio bene, mi chiedo sempre per quale motivo dovrei farle del male e scaricarle addosso mie eventuali disgrazie...

Mi sento di dare un consiglio: se potete evitate di fare questa domanda, perchè spesso sa di convenzione, spesso sa di "non so proprio cosa dirti", spesso sembra voler dire "se vuoi posso martirizzarmi da solo e stare ad ascoltare eventuali sfighe, prego spara pure". Se vi interessa davvero sapere dell'altra persona fatevi una chiacchierata, semplicemente le cose vengono fuori da sole e non sempre alle persone fa piacere raccontare le proprie vicende così tanto per raccontarvi qualcosa.

lunedì 25 febbraio 2008

La natura è uno spettacolo

Ieri ho fatto una lunga passeggiata lungo il fiume, sono state due ore e mezza stupende anche se era una passeggiata solitaria.
In teoria avevo bisogno di schiarirmi le idee, liberare la mente dai pensieri nocivi e da quelli belli ma pericolosi, in realtà invece non ho fatto altro che pensare per due ore e mezza alla stessa cosa, ho continuato a girare intorno allo stesso pensiero di cui ero venuta a liberarmi.
Sì, da questo punto di vista è stato un fallimento, ma dato che il pensiero anche se nocivo era bello, alla fine sono tornata a casa felice. Diciamo che ho vissuto qualche ora in un mondo parallelo, dove le cose vanno come le desideri tu; erano tutte nella mia mente, ma sono state molto reali.

Poi dopocena ho ricevuto una chiamata, ero felice di raccontare del mio pomeriggio, della pace del fiume che scorre, delle anatre che ti passano in volo sopra la testa, delle famiglie di leprotti, volevo raccontare di come mi sentivo in pace con tutto, anche con chi mi aveva fatto male, ma le cose non vanno mai come te le aspetti...

L'inaspettato è che ora sono sentimentalmente sola. Beh, questa non era una delle cose che mi aspettavo alla fine di una giornata come quella di ieri...

domenica 24 febbraio 2008

Panchine

Davvero difficile scrivere con il portatile al parco, non tanto per la temperatura che ormai è timidamente primaverile, quanto per la luce... provateci...

E' interessante come in questi giorni in cui sono costretta ad una convivenza difficile nella mia piccola casa di 20 mq mi senta in realtà molto bene, direi in pace con me stessa. In effetti mi sarei aspettata un finesettimana terribile, inchiodata qui a Trento con una compagna di stanza che mi rivolge a stento la parola, ma come al solito non c'è mai niente di prevedibile in ogni giornata.

Stamattina a colazione sfogliavo un giornale lasciato dalle coinqui e, alla ricerca di un articolo interessante, mi è caduto l'occhio su una recensione di Caos Calmo, ma non è del film che voglio discutere, anche perchè non ho nè letto il libro nè visto il film. La recensione si soffermava sull'immagine della panchina, avete presente almeno la locandina del film?
La panchina è il luogo dove ti fermi, in questo momento non mi interessa pensare al motivo per cui uno si ferma, l'interessante è il fatto che ci si ferma, ci si rilassa per un attimo almeno e principalmente ci si guarda intorno. Fermarsi per guardarsi intorno...
Non so se è meglio da soli o in buona compagnia, in questo finesettimana direi che sono felice di essere seduta da sola. Beh, forse un po' di compagnia non mi dispiacerebbe comunque, sì, ripensandoci avrei voglia di fare una chiacchierata con qualcuno, però non di quelle banali per passare il tempo, avete capito a che chiacchierate mi riferisco, vero?
Sarei contenta anche di conoscere di più qualche persona, ma lasciamo stare tanto ora sono qui e basta.

sabato 23 febbraio 2008

Mani


I soliti pensieri di cui si può fare a meno... Stavo pensando alle mani, tutto passa attraverso le mani. La mani comunicano tanto quanto una parola, uno sguardo. La mani sono belle, ti parlano della persona che hai di fronte, al di là di inutili psicologismi è l'osservazione che parla.
Vedi mani ben curate, vedi mani screpolate, mani di persone che non hanno paura di rovinarle, mani grandi, mani piccole, mani calde, mani costantemente fredde, mani con unghie piccolissime, mani con unghie lunghissime, mani delicate, mani forti...

Guardate le mani delle persone che vi stanno accanto, noterete delle costanti.
Quando conosco una persona guardo sempre le mani, come sono fatte, come sono tenute, come le muove, se vogliono toccare tutto o se sembrano solo sfiorare le cose. Le mani sono una cosa stupenda, le mani sono ricordi belli e ricordi brutti, tante cose passano attraverso le mani, attraverso le nostre e attraverso quelle degli altri.

Guardate le mani.

giovedì 21 febbraio 2008

Spazi aperti

Erano mesi che lo desideravo e finalmente ho potuto trovare soddisfazione. Oggi pomeriggio ho passato un'ora al parco, ero da sola (ma guarda un po'..) quindi è stato più bello. Mi sono seduta ad una panchina, c'erano dei bambini che giocavano, un paio di coppiette che amoreggiavano e qualche vecchietto. In realtà non sarei dovuta andare al parco, passavo di là per andare a studiare ma ho deciso di fermarmi, in questi ultimi tempi sto correndo troppo. Lo so che per alcuni questo ritmo è normale routine, ma io faccio fatica a starci dietro anche perchè per certe cose ho bisogno di tempo.

Adesso che ci penso è troppo che non mi fermo a pensare, ci sono state delle decisioni che andavano prese subito, delle cose che andavano fatte... mi sembra di essere stata messa in centrifuga. Forse ero troppo abituata a passare lunghi momenti di riflessione e adesso che sto diventando una persona normale non riesco più ad averne. Da questo punto di vista vorrei regredire, sì, in fondo sono rimasta la stessa, il mio carattere è sempre quello, alcune idee sono cambiate e mi hanno reso più libera, ma quello che sono ora è più allo scoperto e la cosa a volte non mi piace, vorrei ritornare nella mia tana di sempre per avere un attimo di tregua. Ma tregua da cosa? Direi tregua dalla vita, io ho sempre desiderato rimanere in uno stato di tregua dalla vita, perchè vivere vuol dire stare con gli altri e stare con gli altri vuol dire lasciar scoperta una parte di te perchè loro possano vedere, ma vedere cosa? Cosa voglio far vedere agli altri di me? Non è una risposta semplice da dare, alcuni mi direbbero che devo far vedere semplicemente quello che sono, niente di più e niente di meno. Già ma chi sono? Qui potrei riportare tutto quello che diceva Pirandello, ma fate prima a leggervi il libro (Uno, nessuno, centomila).

mercoledì 20 febbraio 2008

Situazione stazionaria

Volevo scrivere qualcosa di bello o per lo meno qualcosa di interessate o almeno sensato, ma non mi è venuto in mente niente. Sarà che questo lavoro da sorvegliante mi sta facendo ammalare, al momento sono in un edificio gelido con una stufetta sotto la scrivania e attualmente gli utenti sono stati ZERO. Ancora mezz'ora e poi sarò libera di andarmi a scaldare e socializzare.

E' strano come una settimana prima avessi tante cose da fare, delle risposte da dare subito, delle situazioni da sistemare. Ora tutto è fermo, gli esami sono finiti, le lezioni non sono iniziate, passo ore da sola a sorvegliare il nulla, ci sono tante cose in attesa ma non sembra che ci saranno svolte in questi giorni.

Mancano anche 4 mesi al matrimonio di mia sorella, devo fare da testimone... sarò in grado di fingere fino in fondo? A volte si scende a compromessi per la felicità della propria unica sorella. Sì, mi sentirò abbastanza una merda seduta davanti ad un altare a fare da testimone di un matrimonio cattolico, a ripetere quelle preghiere e frasi fatte che non riescono ad uscirmi dalla memoria per quante volte le ho recitate in passato, reciterò anche il rito della comunione? Il mio super-io impazzirà quel giorno, scommetto già che mi verrà un mal di testa atroce... iniziate ad augurarmi buona fortuna, tanto ne riparlerò sicuramente più avanti....

domenica 17 febbraio 2008

De blog: manie di visibilità e guardoni

Qualche tempo fa, una persona a me amica mi disse che quelli che scrivono un blog hanno solo manie di protagonismo. La cosa mi ha fatto pensare dato che il giudizio era sincero, non sapendo questa persona che io avessi un mio blog.

Come in molti giudizi, un po' di verità c'è, ma solo un po'... Mi spiego...

Quando una persona decide di aprire un blog spesso lo fa per mettersi alla prova, magari vorrebbe tenere un vero e proprio sito personale, ma cimentarsi con html, css e tutto il resto richiede una quantità di tempo assai superiore rispetto a quanto richiesto dalla gestione di un blog. Poi si può decidere di far comparire il proprio nome o meno oppure, anche con un nome fittizio, si fa conoscere il proprio indirizzo solo ad alcune persone e non ad altre. Ad esempio, nel mio caso non compare nome e cognome, non c'è neanche una mia foto e non ci sono link a pagine di amici; però ci sono alcune persone a cui ho deciso di far sapere dell'esistenza di questa pagina e del fatto che è mia.
Ci sono persone che fanno del blog un diario personale, altre che lo usano per il loro lavoro, altre ancora che lo dedicano ad un argomento particolare. Direi che questo blog è un misto, di certo non è usato per lavoro e non mi farebbe certo piacere che il famoso "superiore" leggesse le cose che scrivo.
Chi scrive un blog sa anche che, a parte le persone amiche a cui rende pubblica l'esistenza della pagina, ben pochi si fermeranno a leggerla, magari in tutta la sua esistenza ci passeranno solo una manciata di persone a cui non interesserà minimamente sapere quello che pensa.

Qual è allora l'utilità?
Nel blog dici cose che altrimenti non diresti per vari motivi, nel blog scrivi anche cose che vorresti alcune persone sapessero ma non le dici direttamente (ci sono vari modi per comunicare), nel blog ci metti qualcosa che hai scoperto per caso nel marasma della rete e che vale la pena di vedere, ecc... che senso ha dire che i bloggers vogliono solo apparire o farsi vedere? Quante volte la gente fa cose per farsi vedere? Forse si fanno vedere molto di più quelli che tengono un proprio spazio su facebook con tanto di nome, cognome e le loro foto.

Conclusioni.
Forse se una persona ha un blog non ha come motivo solo farsi vedere, forse se non mette il suo nome e la sua foto non ha come desiderio principale essere vista, forse se ha assunto un nome fittizio e ti ha fatto sapere che la sua pagina esiste aveva un motivo diverso da quello di farsi vedere, forse ci sono modi nuovi di comunicare verso gli altri o anche solo per se stessi, forse fra i post che ha scritto c'è qualcosa che voleva comunicare anche a te.